SONETTO DVIII.

By Benedetto Varchi

Il mio sempre cantare or rime, or carmi

Di voi caro signor, varcato è l'anno,

Temo ch'un dì, né porria peggio farmi,

A me rossore, a voi n'apporte or danno;

Ben vi diè 'l cielo, e men del vero parmi

Dir, quel che pochi, anzi pochissimi hanno;

Ma che vale a chi getta in terra l'armi,

E vuol fare a sé stesso oltraggio e 'nganno,

Esser forte e gagliardo? se non prima,

Con periglio maggior robusto toro,

Che non fa debile agno, incespa e cade.

Altrui folle consiglio e poca etade

Vostra vi privan del più bel tesoro:

Ma così va chi sopra il ver s'estima.