SONETTO DXVIII.

By Benedetto Varchi

Voi, che seguendo del mio gran Cellino

Per sì stretto sentier l'orme onorate,

Ori ed argenti e gemme altrui lasciate

Per bronzi e marmi e creta, alto Poggino,

E la bell'opra del buono Aretino

Non colla lingua pur tanto lodate,

Ma colla mente ancor sempre ammirate,

Certo, e meco di lei vero indovino:

Tal gloria all'Arno accrescerete, e tanto

A' metalli splendor, che Donatello

Se non minor, sarà certo men bello,

E Flora al quarto e forse al quinto vanto

Giugnerà il sesto; onde io di pensieri egro,

E d'anni grave a trista età m'allegro.