SONETTO DXXII.

By Benedetto Varchi

Chiaro signor, che già non pur vicino,

Ma ben di par, per non dir sopra, a quelle

Alme ven gite glorïose e belle,

Ch'io notte e dì colla memoria inchino;

Meraviglia non è, ch'oltra le stelle

La famosa opra del grande Aretino

Sen voli, e sol di lei scriva e favelle

Il caro vostro e mio buon Vendramino,

Poscia che maggior re da miglior mano

Più vivo spresso non fu mai, né fia,

Benché Miron tornasse, Apelle e Fidia.

Può ben talora, anzi usa spesso invidia

Opporsi a gran virtù, ma sempre invano;

Ché contra 'l ver non può durar bugia.