SONETTO DXXVII.

By Benedetto Varchi

Ernando, il chiaro vostro e gran valore,

Che già dall'Indo al Tago ognor rimbomba,

Alta di Marte dee pregiata tromba

Cantar, non bassa e vil cetra d'Amore.

Non può 'l Sole agguagliar poco splendore,

Né quanto aquila mai volar colomba:

Come racchiuderà picciola tomba

Quel, che v'apre anco il ciel sì largo onore?

Crediate pur, che 'l buono Osorio e 'l buono

Mondragon, che sì fidi e tanto cari

Del miglior Duce al maggior figlio sono,

Lor degna parte avrien con voi, se pari

A quel che di tai tre meco ragiono,

Fosser la Tosca lira e gli anni avari.