SONETTO DXXXII.

By Benedetto Varchi

Ben denno a voi, signor, non pur gl'Insubri,

Che di lui, ch'ancor tanto e s'ama e teme,

Il nome avete e le virtuti insieme,

Ma quanti son da Nilo a' liti Rubri,

Non solo archi e colossi, ma delubri,

Erger, perché né tempo mai, né sceme

Lei vostre glorie, che i più degni preme

Sempre e si pasce sol d'idre e colubri.

Io, che gioir dell'altrui lode soglio,

Pregi udendo di voi sì chiari e tanti,

L'altero Mincio umilemente inchino:

E quinci, dico, fia chi nel mattino

Rivolte l'armi, abbatterà l'orgoglio

Del fero Scita, al suo gran padre innanti.