SONETTO II.
Alsi ed arsi gran tempo, e fu l'algore,
E l'ardor così dolce e così santo,
Che quel ch'a gli altri suol vergogna e pianto,
A me sempre portò gioia ed onore.
A te vero del cielo alto Fattore
E della terra sia la gloria e 'l vanto,
E a voi, cui sole adoro al mondo, e canto
Frondi, degna del sol pregio ed amore.
Io per me son vil fango, e nulla mai,
Nato ad ogni miseria o bello o buono,
Se non da voi sospinto o dissi, o fei.
Per voi le nebbie oggi sì folte, e quei
Venti, che solo a i buo' contrari sono,
E quanto era mortal, poco curai.