SONETTO IV.
In qual selva posso io, sopra qual monte,
Tra quai più verdi e più graditi allori
Cantar l'alto valor, gli eterni onori
Di quel d'ogni mio ben radice e fonte?
Avessi io pur le forze al valor pronte,
Come le fiamme mie, di cui maggiori,
Né più dolci non furon, né migliori
Forano, e sue virtù palesi e conte.
Deh! che non diede a me chiara arte o 'ngegno
Mia fortuna ed amor, come a lui diede
Quanto avea bello e buon natura e 'l cielo?
Folle, che bramo? Oimè, foss'io pur degno
di baciar l'orme di quel santo piede,
Che fa l'erbe fiorire a mezzo il gielo!