SONETTO LIV.

By Benedetto Varchi

L'albero, che da lungo e pigro sonno,

Ha già nove anni, anzi da viva morte

Svegliommi per mia dolce e chiara sorte,

Fattosi del mio cor sostegno e donno;

In questo breve e sì fallace sonno,

Ch'altro non è, ch'un volar sempre a morte,

Quelle m'insegna piane strade e corte,

Che da i corpi levar l'anime puonno,

E portarle tanto alto, che la spera

Ultima sotto sé veggiano, ed io

Pure un passo da lui giammai non parto;

E se mentre presaga il ver mai spera,

E non inganna altrui sempre il disìo,

Produrrà in me virtù l'usato parto.