SONETTO LIX.

By Benedetto Varchi

Dal dì, che prima in te, superbo e altero

Monte, che reggi colle spalle il cielo,

Vidi quel vago e casto e dolce stelo,

In cui, già cade il quarto lustro, spero;

Ogni delira impresa, ogni pensiero

Men bello (e con piacere il ver rivelo)

Sgombrai dell'alma allor, che 'l viso e 'l pelo

Crespo oggi e bianco, era disteso e nero.

Da indi in qua le valli e i colli e i monti,

Le rive, i campi, le campagne e i boschi

Furo il mio albergo appo fontane e fiumi.

O erbe, o fiori, o acque, o sassi, o dumi,

O aere, o venti, o ombre, o antri foschi,

Perché non sete altrui, come a me conti?