SONETTO LVIII

By Luigi Tansillo

— Fuggi, ninfa schernita, fuggi il rivo,

che fa dolce cantar col liquor santo,

poiché le caste orecchie, da chi tanto

bramasti esser gradita, or t'hanno a schivo!

Non l'assedio di Troia e il sempre vivo

incendio, che l'estinse, era il tuo canto;

né l'ardir di colui, che si dié vanto

di tôrre il ciel, cui di veder fu privo;

ma la virtù, le grazie, la beltade,

il disdegno e l'amor, l'ira e le paci

di donna, a cui mi déi, né mi ritoglio.

Or, poi ch'offesa da tua indegnitade,

che di lei parli non consente, taci.

S'onor non ha' da lei, d'altra nol voglio!