SONETTO LX.

By Benedetto Varchi

Già 'l quarto lustro e 'l terzo anno rimena

Lo Sol, poscia che il ciel volle mostrarmi

Ogni suo ben dentro un bel lauro, e darmi,

Onde addolcir potessi ogni aspra pena.

Da indi in qua con cor lieto e serena

Fronte or prose distesi, or tessei carmi,

Né poteo cosa vile unqua appressarmi

In questa valle di miserie piena.

E lunge alla città per colli e monti,

Per prati e boschi, per campagne e piagge

Men gii tra rivi snelli e freschi fonti.

Fiesole ed Asinar chi fia, che conti

Quanto è soave, e quale util si tragge

Del fuggir quel, che i più seguon sì pronti?