SONETTO LXIX

By Luigi Tansillo

Scabrosi scogli, saldi alle percosse

del mar, ch'ondoso v'apre e vi dismembra,

e quanto il vostro stato al mio rassembra,

cui d'ogni ben fiera procella scosse!

A voi raggio di sol verdi né rosse

non fa d'erba e di fior l'aride membra;

in me, bench'arda ognor, non mi rimembra

speranza veder mai che viva fosse.

A voi l'aura che soffia, e l'onda ch'erra

d'intorno, e 'l sol, che scalda, assedio han messo;

Amor, Fortuna e il mondo a me fan guerra.

Lasso!, voi pur, sul mar pendenti spesso

vi vedete; ma io né in mar, né in terra

mi trovo: sì lontan vo di me stesso!