SONETTO LXXIII

By Luigi Tansillo

Cadan dal ciel le stelle a cento a cento,

e de la beltà lor copran la terra,

giaccia mill'anni il sol prigion sotterra,

e non fia mai qui suso il giorno spento;

sian campi l'onde di cornuto armento,

e riposo di pesci ogni erta serra,

svellansi i monti e faccin tra lor guerra,

e in aria abbia radice e l'acqua e 'l vento:

sia ciò ch'esser non può; quando il desio

verde in un dì seccò, ch'otto anni ed otto

nel mezzo verdeggiò del pensier mio.

L'eterno oso sperar che fia condotto

a fin degli anni, poiché 'l nodo, ch'io

credea che mai non si sciogliesse, è rotto!