SONETTO LXXIV

By Luigi Tansillo

O, mentre il vero lume ebbero a scherno

queste luci, e de l'alma fur rubelle,

note, vergate di splendor di stelle,

ora scritte di ruggine d'inferno;

assai più del verace e dell'eterno

credea che foss'in voi, che non han quelle

che stampano là giù le tre sorelle,

che de le vite umane hanno il governo.

Come fur preda de' rapaci venti

vostre altere promesse, così voglio

che siate cibo voi d'avide fiamme.

Questa la pira sia de' miei tormenti:

arda con lor, rinchiuso in questo foglio,

ciò che di lei ne la memoria stamme.