SONETTO LXXIX

By Luigi Tansillo

D'ora in or la speranza m'abbandona

ed a salti il timor dietro mi corre;

se pietà di là sù non mi soccorre,

egli in breve m'uccide o m'imprigiona.

Il mar batte nei monti e lunge suona,

o fuor de' lidi a lunghi passi scorre;

e da donde il mio legno vorria sciorre,

ivi di nubi il ciel più s'incorona.

Ed io, aspettando amica aura che spiri,

or guardo l'onde, or l'aria, e conto i giorni,

e temo farmi, sopra il lido, veglio.

Se, ingordi, il vento e il mar, del mio morire,

contendon ch'al mio ben mai più non torni,

il più tosto ch'io mora, serà il meglio!