SONETTO LXXVI.

By Benedetto Varchi

Se 'l mio cor, che fin qui libero e sciolto

Visse lieto, e signor de' pensier suoi,

Legaste, Donna, e 'mprigionaste voi

Al primo incontro del bel vostro volto;

Meraviglia non fu, ch'a Giove tolto

Avrebber l'arme: così dolci i duoi

Occhi volgeansi, e tal che nulla poi

Mi piacque, o piacerà poco, né molto,

Se non sempre mirargli, e dir lor sempre

Ragionare, o pensar, ch'altro non voglio

Altro non so, né posso altro che questo.

E s'a voi l'ardor mio non è molesto,

Né vi dispiace, che per voi mi stempre,

Né di languir, né di morir mi doglio.