SONETTO LXXXIV.

By Benedetto Varchi

Donna, se tanto la mia penna ardisce

E la mano e 'l pensier, che di voi carte

Verghi, non è che non conosca in parte

Sì folle error, ma nell'errar gioisce.

E se tema gelata unqua assalisce

Lo cor, che nulla ha da cantarvi parte,

Più disia di lodarvi a parte a parte;

Sì del suo troppo ardir stolto invaghisce.

Ma chi porria tacer veggendo in alta

Nobiltate e beltà senno sì pieno,

Cor sì pudico in sì cortese seno?

Il Po con gran ragion sé stesso esalta

Ch'a noi vi diè, Strozza real, né meno,

Che vi ci guarda e serba il minor Reno.