SONETTO LXXXVIII.
Ecco, che quella verde e dotta chioma,
Che già cinse e velò del proprio onore
Bologna e 'l Reno, or d'altra via maggiore
Sacra ghirlanda il Tebro adorna e Roma.
Ecco, ch'a te colla celeste soma
Della mitra e del manto il tuo pastore
Sen viene alla cittade, onde s'onore
Piceno, ed egli in lui si specchi e coma.
Ecco, che Tenna più, che mai felice
Rende suo dritto al mar vicino, e Teti
In grembo più che mai lieta li riceve.
Se l'Arno duolsi in vista allegra, e dice:
Quel che 'l buon figlio mio frutto a me deve,
Or tu Roma, or tu Fermo altero mieti.