SONETTO VI.
O sacra, o santa, o glorïosa fronde,
Ove ogn'altro pensier s'ha fermo il nido,
Fronde, per cui veder tosto m'affido
L'antiche glorie a i nostri onor seconde:
Per qual merto, o destin, ditelmi, e donde
Verrrà chi possa degnamente il grido
Portar di voi per ogni estremo lido
U' nasce, u' gira il sol, dove s'asconde!
Ben porria forse in questo umano chiostro
Lingua mortal delle bellezze vostre
Ombreggiar col suo stile or una, or due;
Ma la virtù, che l'alte doti sue
Ha tutte larga in voi spiegate e mostre,
Qual potrà mai ridire o lingua, o inchiostro?