SONETTO VII.
Famose frondi, de' cui santi onori
Per non so qual del ciel fero pianeta,
Rado oggi s'orna, o Cesare, o poeta,
Mercè del guasto mondo e pien d'errori;
Qual sarà mai, che degnamente onori
Quel bello, onde ogni ben par che si mieta?
Che Giove irato e le tempeste acqueta,
E rende umìli i più feroci cori?
E qual fia mai, che degnamente ancora
Onorar possa, e quanto si conviene
L'alta bontà, ch'è nel bel vostro involta?
Io, da che prima nasce l'aurora,
Fin che di nuovo all'Orïente viene,
V'adoro e 'nchino umìl solo una volta.