SONETTO XCII

By Luigi Tansillo

O del fido, devoto e pargoletto

regno dell'alma mia donna e reina,

la cui potenzia riverente inchina

il voler, la memoria e l'intelletto;

forse, vaga d'uscir voi del mio petto,

là dove vostra sede il ciel destina,

bramate farne l'alma peregrina,

dispregiando, superba, umil ricetto.

Bench'a colpi di strazio e di disdegno

la cavi vostr'orgoglio, ond'io ne mora,

voi rimarrete qui, dov'io vi tegno.

Serìa bisogno, per uscir voi fuora

del petto, dov'avete eterno regno,

morendo il corpo, morir l'alma ancora.