SONETTO XCIII.

By Benedetto Varchi

Se di buon seme Amor, frutto sì rio

Già canuto cultor mieto e raccoglio,

Se lappole diventa e prune e loglio

Quanto nel campo tuo vo spargendo io:

Se d'onesta beltà casto desìo

Biasma il volgo ignorante, già non voglio

Lasciar d'esser qual fui, ma come soglio,

Soffrir l'altrui peccato e 'l danno mio.

Dunque sarà, che la rea turba e 'l vile

Stuolo, che contra i buon sempre bisbiglia

Dal maggior ben che sia quaggiù, mi scioglia?

E certo non fia; ché non ben si consiglia

Quando per falsa tema un cor gentile

Del suo proprio tesor sé stesso spoglia.