SONETTO XCIII

By Luigi Tansillo

Aura, che fresca dal ponente spiri

e corri il nostro ciel con lievi piume

(schermo che sol non m'arda e mi consume

fuor, come dentro al foco de' desiri);

se in quanto tu sorvoli e in quanto miri,

l'aria, la terra e l'acqua d'odor fume,

là, dove splende il mio celeste lume,

porta parte talor de' miei suspiri.

E se schivi sospir d'ardente foco,

perché del foco lor tu non avvampi,

e sia il tuo fiato grave a la stagione,

prendi quei ch'oggi van per questi campi,

che nascon di semenza di sospetto;

freddi via più ch'il vento d'Aquilone.