SONETTO XCVII.

By Benedetto Varchi

Sacri, superbi, avventurosi e cari

Marmi, che 'l più bel tosco in voi chiudete,

E le sacre ossa e 'l cener santo avete,

Cui non fu dopo lor, ch'io sappia, pari:

Poi che m'è tolto prezïosi e rari

Arabi odor, di che voi degni sete,

Quanto altri mai, con man pietose e liete

Versarvi intorno e cingervi d'altari:

Deh! non schivate al men, ch'umìle e pio

A voi, quanto più so, divoto inchini

Lo cor, che, come può, v'onora e cole.

Così, spargendo al ciel gigli e viole,

Prego Damone e i bei colli vicini

Sonar: Povero il don, ricco è 'l disio.