SONETTO XII.

By Benedetto Varchi

Cara pianta gentil, nelle cui fronde

Sacre la speme e i miei casti desiri

S'annidan tutti, in te sì dolce spiri

Zefiro, e tai ti sian la terra e l'onde;

Che né caldo giammai, né verno sfronde

I tuoi bei rami, cui dove che io giri

La vista, o volga il piè, per sempre io miri,

Né so viver, né posso, o voglio altronde:

Ch'ogni gioia, ogni pace, ogni riposo

Mi vien, già fugge il terzo decimo anno,

Dall'ombra, dall'odor delle tue foglie.

Quanto per reo costume i volgari hanno

Caro e soave, i buon vile e noioso,

Solo il pensare a te del cor mi toglie.