SONETTO XIV

By Luigi Tansillo

Dolente serpe, in cui mostra natura

di quant'ha forza il suo mirando instinto:

perché ti veggio languido e sì cinto?

Non puoi fuggir tua morte o tua sventura?

Così opra Amor in me con ogni cura,

bench'io non cerco uscir di laberinto:

ché doler non si de' trovarsi avvinto

chi la cagion di sua morte procura.

Te sol d'un'erba un cerchio tien sì stretto;

me sol d'un foco, ond'io sempre m'affino;

benché sia disegual tra noi l'effetto.

Ma se al morir ciascun tanto è vicino,

l'un more a forza, l'altro per diletto:

io per elezion, tu per destino.