SONETTO XLII.

By Benedetto Varchi

Vezzoso fonte, che tra mille onori

Di rose e gigli molle argento scendi,

E dal ginepro il tuo bel nome prendi,

Vicino a lei, che si chiamò dai fiori;

Anzi, che bagni l'alte mura, e fuori

Del picciol letto tuo, suo dritto rendi

Al gran padre Arno, fiso e lieto attendi

Fra quante oggi vedrai ninfe e pastori:

Che per usanza all'acque tue dintorno,

In questo sacro dì, spaziando vanno,

E di te fansi a lor bellezze speglio;

Se più dolce splendor, lume più adorno

Mirasti unqua di quel, che ha già il quinto anno,

Giovin m'accese, ed arderammi veglio.