SONETTO XLIV

By Luigi Tansillo

Leggiadri spirti, ch'onorato giogo

di cortesia m'avete mess'al collo,

e strettol sì, che rallentar non pollo

volger di ciel, né variar di luogo;

se i versi, ond'il mio duol cantand'io sfogo,

all'onor che voi dite, alzass'Apollo,

ai nomi vostri, che più d'altri estollo,

io non farei temer tomba né rogo.

Poiché a tanto non basto, io vi prometto

(e per quest'occhi giuro, ove si serba

il nume che quest'alma adora e cole),

che, mentr'io vivo, Andria terrò nel petto,

come vi tengo la città superba,

che fu degno oriente del mio sole.