SONETTO XLVII.

By Benedetto Varchi

Ecco, che pur dopo sì lunghi affanni

Ch'io ebbi a soffrir più di giorno in giorno,

A te, Fiesole altero, umìl ritorno,

Per ristorar tanti passati danni:

In te lungi dal mondo e da' suoi inganni

Farò sicuro omai dolce soggiorno,

Pensando, or lungo un rivo, or sotto un orno

Quanto chi segue non il ciel, s'inganni.

Altri in palazzi di fine oro adorni,

Entro i porporei letti: io presso un fonte

Giacerò lieto sopra l'erba verde.

In te gradito, avventuroso monte,

Ove del volgo ognor tanto si perde,

Anelo io di fornir tutti i miei giorni.