SONETTO XLVIII.

By Benedetto Varchi

L'aer non è per questi colli chiaro,

Né l'acque suonan più sì dolcemente;

Tacesi ogni augel tristo e dolente,

Il ciel n'è fatto de' suoi doni avaro.

Un mugghiar per questi antri acerbo, amaro

Ne sbigottisce ad ora, ad or la gente:

Cerer niega i suoi frutti, e similmente

Bacco il buon padre, il suo liquor preclaro.

L'erbe son senza fior, senza erbe i prati,

I boschi senza frondi, e d'ognintorno

Si vede a mezzo april gelato verno:

Fiesole mio, de i nostri mali andati

Tanti e sì gravi e del passato scorno,

Impresso resta in te vestigio eterno.