SONETTO XVIII

By Luigi Tansillo

Mentre io sedea felice in su la rota,

mille volte gridai: — Deh!, cara Morte,

vien, chiudi omai del viver mio le porte,

pria ch'ella giri, o invidia altrui la scuota.

Ma quella disleal, di pietà vôta,

cui gir non piace ove gran duol non porte,

per serbar luogo a la mia avversa sorte,

sen gìo dal petto mio sempre rimota.

Poiché da l'alto seggio Amor mi tolse,

via più che pria 'l morir ho desiato,

e 'l reo desio d'una speranza acqueto:

ché s'al buon tempo ancider non mi volse,

non mi lascierà forse in questo stato

per téma che non torni il viver lieto.