SONETTO XXIII.

By Benedetto Varchi

Mentre il santo arboscel, che 'l cielo onora,

E da cui tal dolcezza e grazia piove,

Asinar mio, con sue bellezze nuove

Dolce faceva in te, lieto dimora.

Più volentier, né più sovente allora

Non mirava alcun monte Apollo e Giove;

Ma or che i rami suoi fanno ombra altrove

Altrove guarda Apollo e Giove ancora.

E l'erbe, e i prati, e i campi, e i boschi, e l'acque

Non son più, come già, per questi colli,

Fresche, fioriti, lieti, ombrosi e chiare.

Ond'io col viso chino e gl'occhi molli

A pianger teco sempre e sospirare

Men torno al loco, ove mia vita nacque.