SONETTO XXIV

By Luigi Tansillo

Se questa eccelsa ed onorata pianta

sue degne lodi avesse, com'altr'ebbe,

Sebeto all'ombra sua si vanterebbe

più, ch'all'altrui Sorga o Peneo si vanta.

Ma a tanta gloria, a tanta altezza, a tanta

beltà chi degno stil trovar potrebbe?

Non chi col dir l'onor di Grecia accrebbe,

né chi l'arme ed Enea celebra e canta.

Mille sonore cetre e mille trombe

nascer deveano il giorno ch'ella nacque,

e mille sacre lingue uscir di tombe

a celebrarla. Or poi ch'al ciel non piacque,

né vuol che tant'onor qua giù rimbombe,

degno sia di perdon chi di lei tacque.