SONETTO XXIX.

By Benedetto Varchi

Sacro, superbo, erto, ermo, ombroso monte,

Che tra 'l Sieve e la Garza altero siedi,

E d'ognintorno più d'ogn'altro vedi,

Di mille abeti e pin cinto la fronte:

Vivo, vago, gentil, lucido fonte,

Ch'orma non toccò mai di mortai piedi,

Rio, che 'l bel colle mormorando fiedi,

Colle chiare acque tue gradite e conte;

Valle, che 'n mezzo di fronzuti poggi,

Di verdissimi prati e d'onde piena

Un tempo foste la mio gran Lauro albergo;

Vivano eterne queste rime, ch'oggi

Dopo tanti anni a voi tornato, vergo

In questo tronco, ch'a ben far mi mena.