SONETTO XXV.
Qui fu 'l principio de' miei dolci pianti;
Qui da prima vidi io tenere ancora
Quelle leggiadre e sacre frondi, ch'ora
Spargono infino al ciel lor rami santi.
In te, bel monte, che di te t'ammanti,
E col tuo Biviglian vagheggi Flora,
Mirai quel tronco giovinetto allora,
Di cui sempre convien, ch'io pense, o canti.
Fra queste erbette verdi, al dolce suono
Di questi vivi fonti, in questi boschi
Scorsi io la pianta, in cui virtute alberga:
Qui lieti un dì, s'alme presage sono,
Spargeran latte, e fiori i pastor Toschi,
Dove 'l gran lauro fu picciola verga.