SONETTO XXVI

By Luigi Tansillo

Nebbia di sdegno e pioggia di cordoglio

e venti d'ira congiurati insieme,

mentre l'acque d'Amor, varcando, preme,

spinser mia ricca nave a duro scoglio.

Benché nel gran naufragio, ond'io mi doglio,

non vi perisse alcun, fuor che la speme,

sta in terra l'alma, e, rimembrandol, teme

del cielo il minacciar, del mar l'orgoglio.

Se ciò, Signor, non fosse, io forse vosco

all'aura, che mi spira oggi seconda,

darei le vele; e, s'al bramoso porto

io non potess'entrar, come 'l gran Tosco,

forse con l'aura bella in mezzo all'onda

vivrei, quand'altri mi terria per morto.