SONETTO XXXII.

By Benedetto Varchi

Cecero, mio ben puoi tu dire omai

D'esser più d'altro avventuroso monte,

Ch'ergi sovra Apennin tua verde fronte,

Fatta superba da quei santi rai.

Quante fïate e come umìl vedrai

Venirmi intorno al tuo limpido fonte,

E 'nchinarmi a baciar con voglie pronte,

S'alcun vestigio in te del bel piede hai.

Dunque l'alma mia pianta, anzi il mio sole,

Vedesti andar cogliendo or erbe, or fiori,

Or all'ombra seder delle sue frondi?

Come credo io, ch'allor niente e pastori

Corresser pien di rose e di vïole

Spargendone i bei crin più ch'oro biondi.