SONETTO XXXIV

By Luigi Tansillo

Lascieran l'onde il mar, l'arene il lido,

verran le fere ad abitar nell'acque,

il Tebro andrà a morir là, dov'ei nacque,

sul foco andran gli uccelli a far il nido;

arco né face non avrà Cupido,

caro al geloso fia quant'altrui piacque,

leal serà colui cui fede spiacque,

queto il desir uman, l'inganno fido;

verran donne, ch'il bello in voi raccolto

e vostre alte virtù vincan d'assai;

seran gli occhi del ciel senza splendore;

tutto al contrario andrà, prima ch'io mai

odii il bel nodo, o non adori il volto

“e il nome che nel cor mi scrisse Amore”.