SONETTO XXXIX.

By Benedetto Varchi

Mensola, che di Ninfa, mentre il bello

Satiro schivi e fuggi, ch'a tutt'ore

Te segue e prega, come volle Amore,

Diveniste, ei torrente e tu ruscello:

Mentre io fuggendo l'empia turba e 'l fello

Stuolo, che ha sempre agli altrui danni il core,

Tra voi lieto comparto i passi e l'ore,

E talor vosco, ed or meco favello.

Ascoltate, ma sì ch'altri non oda,

Né lo risappia mai l'avara gente,

Che del pregio miglior sé stessa froda;

Ché quanto al mondo piace, e quanto loda,

E pregia il volgo, a cui ben vede e sente,

È nulla; e chi ciò sa, tacito goda.