Sonetto
Leporeo mio, del cieco oblio l'impiastro
Da te, credilo a me, posto è in sequestro,
Non sai com'hai nel gran fervor dell'estro
Franto col canto al Tempo il piè fugastro.
Sei di rime il sublime capomastro,
Già t'ha dato il Ruscelli il lato destro;
Talia di trimetria posto un canestro
Là dell'eternità sopra un pilastro.
'Ve nasce il Nilo e dove in fascie è l'Istro
Va la tua cetra all'etra, empie ogni chiostro;
Vano è flauto germano, egizzio sistro.
Suona a festa Elicona; Apollo nostro
Scrisse il tuo nome al suo miglior registro,
Piange l'Invidia, e già si frange il rostro.