SONETTO.

By Luigi Alamanni

S'io potessi ad altrui narrare in rima

La dolce vista che mi desti, Amore,

Nel benedetto giorno allor che il core

Gelato e freddo mi scaldasti in prima;

Forse tal è che falsamente stima

Tutto il tuo regno sol pianto e dolore,

Che per me sciolto dal comune errore

Della sua vita ti porrebbe in cima.

La bella fronte ove 'l mio mal dimora,

Per cui piangendo tante carte vergo,

Romperia forse a crudeltade il freno:

Forse i begli occhi si dorrieno ancora

Non esser più della tua insegna albergo,

Che allor teco sarìa nel casto seno.