SONETTO.
S'io potessi ad altrui narrare in rima
La dolce vista che mi desti, Amore,
Nel benedetto giorno allor che il core
Gelato e freddo mi scaldasti in prima;
Forse tal è che falsamente stima
Tutto il tuo regno sol pianto e dolore,
Che per me sciolto dal comune errore
Della sua vita ti porrebbe in cima.
La bella fronte ove 'l mio mal dimora,
Per cui piangendo tante carte vergo,
Romperia forse a crudeltade il freno:
Forse i begli occhi si dorrieno ancora
Non esser più della tua insegna albergo,
Che allor teco sarìa nel casto seno.