Sonetto

By Sergio Corazzini

Sorella, dolce riguardare il chiostro

che le vestite d'umiltà rinchiude,

oggi che aprile giovinetto illude

soavemente ogni martirio nostro!

E caro m'è pensar dov'io mi prostro

Gesù trafitto per le membra ignude

e ancor vorrei pellegrinare in rude

saio e domar mie carni a più d'un rostro.

Vorrei morirmi di melanconia,

vedovo di un desiderio, solo,

con l'altissimo sogno che mi tiene,

e le anime, sorelle in questa mia

doglia infinita di levarmi a volo,

dissetare col sangue delle vene.