Sopra il proprio Ritratto dell'Autore di mano di Michelagnolo da Caravaggio.
Vidi, MICHEL, la nobil tela, in cui
da la tua man veracemente espresso
vidi un altro me stesso, anzi me stesso,
quasi Giano novel, diviso in dui.
Io, che 'n virtù d'Amor vivo in altrui,
spero or mi fia (la tua mercé) concesso,
in me non vivo, or ravivarmi in esso,
in me già morto, immortalarmi in lui.
Piacemi assai che meraviglie puoi
formar sì nòve, ANGEL non già ma Dio:
animar l'ombre, anzi di me far noi.
Che s'or scarso a lodarti è lo stil mio,
con due penne e due lingue i pregi tuoi
scriverem, canteremo, ed egli, ed io.