Sopra il proprio ritratto, di mano di Giulio Maina.

By Giovambattista Marino

Ritenne Giosuè, mercè di quelle

a distornar il Ciel note possenti,

del biondo Auriga i corridori ardenti,

e legò l'ali a le volanti ancelle.

Ma se sospese e stupide le stelle

fermaro i giri rapidi e correnti,

poi ch'ubbidiro agli efficaci accenti,

tornàr per le lor vie lucide e belle.

Giulio, tu quel ch'ei fe' con le parole,

fai con la man, che tronchi a l'Ore i vanni,

né già per breve spazio arresti il Sole.

Ma ne' tuoi dolci ed ingegnosi inganni

vedrò me stesso, ancor che 'l Tempo v¢le,

ne la più fresca età dopo molt'anni.