Sopra il proprio ritratto, di mano di Pietro Malombra.
L'età nostra, MALOMBRA, è luce breve,
ahi come tosto spunta, e tosto manca!
La guancia increspa alfin, la chioma imbianca,
dove rideano i fior', fiocca la neve.
Ma di tua man (novo stupor) riceve
vigor la mia virtù debile e stanca;
e 'l tuo pennello il termine rinfranca
di que' pochi che 'l Fato anni mi deve.
Perché, mercé di questa effigie mia,
egli è pur ver, che né per tempo invecchio,
né per morte morrò, quando che sia.
E se la lingua il suon nega a l'orecchio,
l'occhio vi trova almen quanto desia:
tal che non so, se sia pittura, o specchio.