Sopra il proprio ritratto, di mano di Pietro Malombra.

By Giovambattista Marino

L'età nostra, MALOMBRA, è luce breve,

ahi come tosto spunta, e tosto manca!

La guancia increspa alfin, la chioma imbianca,

dove rideano i fior', fiocca la neve.

Ma di tua man (novo stupor) riceve

vigor la mia virtù debile e stanca;

e 'l tuo pennello il termine rinfranca

di que' pochi che 'l Fato anni mi deve.

Perché, mercé di questa effigie mia,

egli è pur ver, che né per tempo invecchio,

né per morte morrò, quando che sia.

E se la lingua il suon nega a l'orecchio,

l'occhio vi trova almen quanto desia:

tal che non so, se sia pittura, o specchio.