Sopra il ritratto della sua Donna. A Pietro Malombra.
MALOMBRA, ch'adombrar co' tuoi modelli
la luce puoi del più famoso Greco,
scelto a mirar tanta bellezza meco,
Aquila del mio Sol, fra gli altri augelli,
non t'allettino i rai degli occhi belli
tanto che 'l suo splendor ti renda cieco:
ché 'ncenerir vedrai, non ch'arder teco,
colori, e tele, e tavole, e pennelli.
Né sperar però tu da me costei
in mercede ottener del tuo valore:
ch'Alessandro non son, s'Apelle sei.
E se dono fec' egli al gran Pittore
d'alta beltà, non però eguale a lei,
in lui fu cortesia, ma non amore.