SULLA MORTE DI GIUDA

By Vincenzo Monti

Gittò l'infame prezzo, e disperato

l'albero ascese il venditor di Cristo:

strinse il laccio, e col corpo abbandonato

dall'irto ramo penzolar fu visto.

Cigolava lo spirito serrato

dentro la strozza in suon rabbioso e tristo,

e Gesù bestemmiava, e il suo peccato

ch'empiea l'Averno di cotanto acquisto.

Sboccò dal varco al fin con un ruggito.

Allor Giustizia l'afferrò, e sul monte

nel sangue di Gesù tingendo il dito,

scrisse con quello al maledetto in fronte

sentenza d'immortal pianto infinito,

e lo piombò sdegnosa in Acheronte.

Piombò quell'alma all'infernal riviera,

e si fe' gran tremuoto in quel momento.

Balzava il monte, ed ondeggiava al vento

la salma in alto strangolata e nera.

Gli angeli dal Calvario in sulla sera

partendo a volo taciturno e lento,

la videro da lunge, e per pavento

si fêr dell'ale a gli occhi una visiera.

I demoni frattanto all'aere tetro

calâr l'appeso, e l'infocate spalle

all'esecrato incarco eran ferétro.

Così ululando e schiamazzando, il calle

preser di Stige, e al vagabondo spetro

resero il corpo nella morta valle.

Poiché ripresa avea l'alma digiuna

l'antica gravità di polpe e d'ossa,

la gran sentenza sulla fronte bruna

in riga apparve trasparente e rossa.

A quella vista di terror percossa

va la gente perduta: altri s'aduna

dietro le piante che Cocito ingrossa,

altri si tuffa nella rea laguna.

Vergognoso egli pur del suo delitto

fuggia quel crudo, e stretta la mascella,

forte graffiava con la man lo scritto.

Ma più terso il rendea l'anima fella:

Dio tra le tempie gliel'avea confitto,

né sillaba di Dio mai si cancella.

Uno strepito intanto si sentia,

che Dite introna in suon profondo e rotto:

era Gesù, che in suo poter condotto,

d'Averno i regni a debellar venìa.

Il bieco peccator per quella via

lo scontrò, lo guatò senza far motto:

pianse alfine, e da' cavi occhi dirotto

come lava di foco il pianto uscìa.

Folgoreggiò sul nero corpo osceno

l'eterea luce, e d'infernal rugiada

fumarono le membra in quel baleno.

Tra il fumo allor la rubiconda spada

interpose Giustizia: e il Nazareno

volse lo sguardo e seguitò la strada.