TEORIA DEL QUIETO VIVERE

By Giuseppe Giusti

Che le cose del mondo vanno prese

a un tanto la calata io l'ho sentito

dire più e più volte al mio paese.

Chi fa così non perde l'appetito,

dorme sonni tranquilli e nella bara

scivola grasso, fresco e colorito.

Ma io questa tal vita, anima cara,

a dirtela, fin qui non l'ho imparata.

So che vivendo a vivere s'impara,

ma sento che la testa ossificata

non è capace di capacitarsi

della gran teoria soprallodata.

L'animo, poveretto, è di sì scarsi,

di sì deboli numeri, che in fondo

sarìa prima disposto a ripiegarsi

che a sforzarsi a voler esser giocondo,

quando le cose gli vanno attraverso,

quando vede attraverso andare il mondo.

In questo legno non c'è via né verso

di tagliarci uno scettico: d'un saio

voler fare un mantello è tempo perso.

E di me voler fare o Tizio o Caio,

levarmi dal mio passo naturale

è come pestar l'acqua nel mortaio.

Così son nato e resterò tal quale.