Testa di Annibale.

By Giovambattista Marino

Sono ANNIBAL, per queste rupi Alpine

a l'Italico sen la via m'apersi;

e con invitta man sovente aspersi

del buon sangue Roman l'erbe Latine.

Ma da l'armi d'Amor pur vinto al fine

la luce mia di tenebre coversi;

e tra vezzi e delizie il cor sommersi

prigioner d'un bel ciglio, e d'un bel crine.

Ne vengo a te, del cui valor non s'ode

grido più chiaro; e te Signor confesso

degno assai più di gloriosa lode.

Che può vil ombra a sì gran Sole appresso?

Io varcator de l'Alpi, e tu custode,

io vincitor d'altrui, tu di te stesso.