Trionfo del lauro
Pose natura ogni cosa mortale
sotto 'l ciel della luna,
in man della fortuna
onde quella è cagion del bene e male:
ma 'l suo poter non vale
nell'uomo in cui s'aduna
vera virtù con senno e con prudenza,
com'oggi in te si vede, alma Fiorenza.
Fortuna incerta piú non dona o toglie,
sempre come gli piace,
al mondo guerra o pace;
anzi, costretta a seguir l'altrui voglie
e priva di suo spoglie,
alla virtù soggiace,
la qual tien ferma la volubil ruota,
né teme piú fortuna la percuota.
Notate quel che mostra il lauro degno,
già di fronde spogliato,
ora dal destro lato
lieto raccor'ogn'uom sotto 'l suo segno;
così quell'altro legno
ch'è dal ciel fulminato,
stilla benigno a quelli il dolce mele,
che pascevono altrui d'aceto e fele.
Colui ch'è vero e giusto vincitore,
a' superbi minaccia,
e quelli abbatte e scaccia,
come conviensi a generoso cuore;
ma chi lascia l'errore,
pietosamente abbraccia,
imitando l'amor del sommo bene,
come in questa figura si contiene.
Chi segue la virtù, come si vede,
al fin acquista gloria
e di nuova vittoria
diventa, trionfando, al mondo erede;
talché in merto possiede
sempiterna memoria,
purché 'nsieme virtù congiunta sia
con opre liberali e cortesia.
Godi or, Fiorenza, all'ombra del tuo lauro
che ti copre e difende
collo scudo che splende
di gemme oriental legate in auro:
dall'Indo insino al Mauro
la tua fama s'estende,
poich'un tuo figlio, anzi padre per zelo,
regnando in terra ha forza ancor in cielo.